Staylite: l'essenza dello stile della leggerezza
Questo sito utilizza i cookie anche di terze parti che ci aiutano a fornire i nostri servizi, clicca su +Info per saperne di più o negare il consenso
Continuando sul sito o premendo su OK presti il consenso all’uso di tutti i cookie
RITRATTI DI STILE > L'ESPRESSIVITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA

L'ESPRESSIVITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA



20 Settembre 2016
 
L'ESPRESSIVITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA -
Lui aveva definito la sua compagna (Giovanna Carboni) una trasformista mentre lei dice di lui che è affascinante, per la precisione charmant. E, infatti, è innegabile che non si possa resistere al fascino della visione musicale del nuovo ambassador dello stile della leggerezza e Litestyler, Sergio Carnevale. Musicista d’altri tempi, proprio perché inizia a fare questa professione prima che cambiassero le regole della discografia, prima quindi che la tecnologia invadesse le case rendendo la musica accessibile all’uso domestico e prima dell'avvento dei tanti talent show televisivi. Ore e ore passate in studio con la sua band, i Bluvertigo, a ricercare e sperimentare la melodia più che a esibire la partitura. Così nel 1995 abbandona i suoi studi di architettura, tra l’altro con ottimi voti, e sceglie di essere un batterista, perché per lui la musica è prima di tutto espressione del suo stato più naturale e vero. “Essere dietro alla batteria è un po’ come essere regista di una situazione, il cuore pulsante del gruppo, un collante che mette insieme tutti gli elementi, ma senza l’esposizione che deve necessariamente avere un cantante.”  Espressività sì, ma con discrezione, perché per Sergio la musica non è l’abbellimento replicabile ma ricerca dell’attimo, di quell’intensità espressiva che gli consente di vivere il privilegio di fare musica mentre le esegue, “una forma d’arte strana che non si vede e non si tocca”.

Come inizi a fare musica?
Diciamo che la musica è arrivata in maniera molto istintiva, perché fin da piccolo suonavo, infatti, c’è una foto di me bambino che a 4 anni battevo sulle pentole come fossero una batteria. Però l’iter non è stato così lineare, perché prima di arrivare definitivamente alla musica ho fatto scuola d’arte a Monza, poi ho svolto gli studi di architettura, anche se allo stesso tempo continuavo sempre a suonare. Per un certo periodo ho anche preso lezioni di musica, ma dopo qualche esperienza mi sono reso conto che la didattica mi annoiava tantissimo ed ho preferito continuare da autodidatta. Poi, a un certo punto, dopo tre anni di architettura, ho deciso di fare il musicista, con conseguente scontro familiare, visto che avevo anche un’ottima media. Era il 1995 quando ho scelto di intraprendere la carriera da batterista, momento in cui con i Bluvertigo avevo finito di registrare il primo disco. 
 
Quanto è difficile affermarsi nel mondo musicale italiano?
È molto difficile, una volta come oggi. Sono ovviamente cambiati i mezzi. Io ho vissuto l’ultimo periodo della discografia quando ancora funzionava. Come dicevo, noi siamo nati nel 1995, dopo poco è cominciato il declino dei CD con l’avanzata degli mp3. Le etichette si sono fuse le une con le altre e l’industria discografia ha dovuto cambiare le regole. Oggi le persone possono fare musica anche con un semplice computer da casa e ci sono delle realtà che si creano proprio da prodotti casalinghi, come i vari pop che nascono da arrangiamenti molto basic. Io con la mia band vengo da un altro iter fatto di ricerca dei suoni. Ricordo che stavamo in studio ore e ore proprio a lavorare sull’idea della sperimentazione del suono. La tecnologia digitale ha modificato questo processo.
 
Quindi, potremmo dire che oggi c’è una maggiore accessibilità musicale?
Come dicevo prima più che altro sono cambiate le regole, ma questo non vuol dire che sia più facile affermarsi. Ci sono state sempre tante band che suonavavo, la differenza è che oggi chiunque può farlo da casa con la tecnologia adeguata. Magari ti va anche di fortuna e riesci a piazzare il pezzone del momento, ma se poi non hai niente da dire, finisce lì. In questo senso sicuramente i talent show sono un collaudatore di meteore musicali che nella maggior parte dei casi si consumano velocemente e quindi in pochi resistono. Il talent oggi è una sorta di Sanremo 2.0, basti pensare a quanti hanno vinto il Festival e dopo pochissimo sono spariti nel nulla. Il talent non è una verità del talento o della bravura di un musicista o di un cantante, ma una porzione di realtà della musica oggi. Il problema è quando questa porzione di realtà diventa l’unica fruibile. Come musicista che ha fatto un certo tipo di percorso, questo tipo di assolutismo mi disturba. E forse è questo il motivo per cui ho imparato a crearmi altre possibilità musicali espressive, come la Superband, una mia dimensione che mi sono inventato anni fa per MTV e che porto avanti con amici e musicisti con i quali faccio delle cover. Per esempio, una delle ultime cose che abbiamo fatto è stata un lavoro sul lancio di Vynil, la serie tv prodotta da Scorsese e Mick Jagger, di cui abbiamo seguito il lancio in Italia rifacendo quei pezzi che appartenevano al periodo storico degli anni ’70. La cosa bella è che ci sono dei musicisti che parlano di quel periodo storico in maniera, se vuoi, anche più semplice ma che non corrisponde a quello dei talent. 
 
Chi è stato il musicista che ha più determinato e ispirato la tua carriera?
Ce ne sono stati tanti. Io sono cresciuto negli anni ’80 per cui ho macinato la British Invasion ed è anche quello il motivo per cui quando andavo a lezione di batteria ero annoiato dagli assoli o dalla fusion. Io in quel periodo ascoltavo Bauhaus, Joy Division, The Cure, senza disdegnare tuttavia il pop come i Duran Duran o i Talk Talk. Insomma ascoltavo cose anche abbastanza traversali, ma perché a me la musica piace in tutte le sue forme da Bach ai Talking Heads, non mi pongo dei limiti. Non m’interessa la tecnica ma l’espressione musicale. È la parte più vera del mio lavoro, in quanto non devi dimostrare di essere capace, di saper fare, ad esempio, l’assolo più incredibile ma di essere in grado di supportare una melodia e di arrivare insieme al gruppo a trovare un’espressione musicale che è dettata dalla musica stessa e non dalla bravura del singolo. Ad esempio, adesso sto suonando con Max Pezzali, una persona e un musicista incredibile, ma che apparentemente può sembrare molto distante dal mio genere. Tuttavia, nonostante le apparenti differenze tra il mio e il suo mondo, riesco anche in quel caso a trovare il mio modo di essere. È un po’ un mettersi in gioco, cercando di essere se stessi.

Qual è la tua espressività nella musica?
Forse è un po’ un mio limite, ma io non riuscirò mai a fare lo stesso pezzo identico a se stesso. Non ho la partitura scritta, proprio perché non me la ricordo; certo ci sono gli obbligati, momenti in cui devi fare delle cose, ma i lanci e gli abbellimenti all’interno del pezzo non saranno mai uguali. La musica per me non deve essere replicabile ma legata all’espressività di quel momento in cui la eseguo. Quando suoni, non ci deve essere un filtro ma la libertà di potersi esprimere liberamente. A volte è anche vero che come mi sento quando suono non corrisponde alla percezione che gli altri hanno di me. Ci sono volte che mi sento dire “ma che bravo!” e, invece, io quella volta non mi sono per niente divertito a suonare. Ma, è così che funziona.
 
Come hai conciliato questo tuo desiderio espressivo con l’esperienza sanremese?
Sanremo alla fine è una vetrina. È un momento per avere grande visibilità, perché l’intero sistema mediatico è lì. Per una settimana è tutto concentrato in quel micro-cosmo. È un’esperienza che in un certo senso ti aiuta ad avere una necessaria visibilità, ma non ci si può aspettare che quel contenitore sostenga la tua necessità di poterti esprimere musicalmente. A parte questo ammetto che, nonostante avessi già vinto tre anni prima i Music Awards, dopo Sanremo i miei genitori hanno smesso di dirmi che dovevo cercami un lavoro serio. Direi che questa è una grande conquista. 
 
Se potessi tornare indietro, c’è qualcosa che vorresti fare che non hai potuto realizzare?
Pensando a una forma espressiva, forse il documentarista. Viaggiare per il mondo a fare documentari mi ha sempre attratto. Tra l’altro è un modo di essere che non è per nulla affine a ciò che ho fatto nella mia vita. Poi anche la cucina mi ha sempre affascinato, ce l’ho proprio radicata dentro, mi viene spontaneo cucinare. Non è un caso che l’unica cosa che la mia compagna mi abbia fatto scegliere quando abbiamo arredato la casa sono stati proprio gli elettrodomestici. La cucina è sicuramente il mio regno familiare.
 
Qual è la tua unicità?
Non essere mai la stessa cosa. Cerco sempre di rinnovarmi, di non rimanere seduto. Di trovare qualcosa che mi permetta, ad esempio, di ricredermi su come la pensavo prima. Mi piace mettermi in discussione e scoprire che ciò che prima reputavo sbagliato ora possa essere giusto.

Cos’è lo stile della leggerezza nella musica e nella vita?
Nella vita la leggerezza salva la vita stessa. Prendersi troppo sul serio o andare eccessivamente nel profondo, radicandosi troppo nelle cose, alla lunga non fa bene. Ti appesantisce. Per fare un esempio, è un po’ come questi occhiali che, per il lavoro che faccio, ore ed ore a suonare, grazie alla loro levità mi hanno letteralmente salvato la vita. Quindi, è giusto avere una visione introspettiva poi però bisogna saper fare un bel respiro e sapersi godere le cose belle dell’esistenza, quelle che non danno alla testa. Nella musica è quando riesco a essere ad un metro da terra senza aver bisogno di niente. È una sensazione strana. Uno dei privilegi di fare il musicista è quando sono davanti alle persone ed io batto il colpo di cassa e la gente inizia a battere le mani. In quel momento gravito. Sono emozioni che ti portano davvero in alto. È indescrivibile, un vero privilegio. La musica del resto è una forma strana di arte, perché non la tocchi e non la vedi.     
 
Intervista a cura di Cristiana Giacchetti
Foto di Francesco Pizzo
 
 


 
Sono presenti 0 commenti

 

RITRATTI DI STILE
L'OSSERVAZIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
10 Ottobre 2017
Di certezze il nuovo litestyler, Giuseppe Verzicco, ne ha avute sempre poche, tranne una: fare l'attore e lavorare nel mondo del musical. A 25 anni raggiunge l'obiettivo e interpreta il primo ruolo cantato, Sky, giovane personaggio nel musical icona 'Mamma Mia!'.
LA CONDIVISIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
18 Luglio 2017
L'essenza del cucinare per Diana Lee, cake designer e nuova litestyler, è data nel 90% dalla tecnica ma dal 10% da ciò che chiama "la magia che c'è intorno"...
LA TECNICA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
06 Giugno 2017
Leonildo Contis, nuovo litestyler e pasticciere, ci racconta la sua visione del fare pasticceria: un'idea fatta di sperimentazione, innovazione e senso estetico che vuole "lasciare senza fiato" ancor prima di "appagare il palato".
LA RESILIENZA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
18 Aprile 2017
Caleidoscopica,imprevedibile ma costantemente leggera. La nostra nuova litestyler, Irene Pollini Giolai, è una donna forte della sua fragilità e appassionata della sua emotività che riscopre nella resilienza la propria unicità.
L'EQUILIBRIO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
21 Marzo 2017
Ogni volta che interpreta un personaggio, Francesca Pierpaoli, gioca ad essere qualcuno di diverso, impegnandosi a rendere ogni rappresentazione unica e irriproducibile. Ma c'è anche la donna dietro le quinte, che sveste gli abiti di scena e torna alla vita reale...
LA PASSIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
21 Febbraio 2017
Per Stefano Annoni il teatro è vita perché è "essenziale e semplice, vivo e presente". Ma quando si è acceso il sacro fuoco della recitazione nel cuore del nostro litestyler?
L'ESPERIENZA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
17 Gennaio 2017
Norbert Niederkofler, chef altoatesino e nuovo litestyler, trova nel suo approccio alla cucina il suo differenziale di unicità, fatto di tradizione, tipizzazione culturale e sperimentazione.
L'ECLETTISMO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
22 Novembre 2016
Dalla ricerca finanziaria con il pallino per l'innovazione artigianale all'insegnamento accademico, fino al progetto Kahuna Project per far rivivere un'intuizione futurista. E' la poliedricità il segreto della nuova litestyler, Alessandra Ricci.
L'ATTITUDINE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
18 Ottobre 2016
Siamo entrati nel mondo di Luca Perri, nuovo litestyler e giovane astrofisico, che ribalta ogni stereotipo della figura dello scienziato e che con passione e leggerezza riesce a raccontare, a grandi e piccini, i misteri della scienza.
L'ESPRESSIVITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
20 Settembre 2016
Per Sergio Carnevale, musicista e nuovo ambassador dello stile della leggerezza, la musica non è replicabile ma legata all'espressività del momento in cui la si esegue, senza filtri, solo libertà di potersi esprimere.
IL TRASFORMISMO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
19 Luglio 2016
Con il suo lavoro trasforma gli ambienti rendendoli lo specchio dell'unicità dell'individuo che li abiterà. Non c'è quindi aggettivo migliore di "trasformista" per esprimere l'essenza di Giovanna Carboni, architetto e ambassador dello stile della leggerezza
L'ACCESSIBILITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
21 Giugno 2016
Federico Poletti, nuovo ambassador dello stile della leggerezza, ci racconta del suo progetto editoriale, ManIntown, e della sua visione del concetto di litestyle applicato al mondo maschile.
IL MINIMALISMO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
23 Maggio 2016
Virginia Di Giorgio, nuova ambassador dello stile della leggerezza, ha trasformato la sua passione per l'arte in qualcosa di più di un progetto professionale: Virgola, il suo personaggio, tocca il cuore della gente per la profonda intelligenza artistica di quanto comunica.
L'INNOVAZIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
19 Aprile 2016
Pierpaolo Perretta, all'apice della sua carriera, abbandona giacca e cravatta e, con un colpo di testa, indossa i panni di MrSaveTheWall: nasce così una nuova forma di street art che affronta concetti forti e complessi attraverso la leggerezza del messaggio.
LA TENACIA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
31 Marzo 2016
Si definisce molto contraddittoria, una donna che vive in bilico tra il pieno e il vuoto senza vie di mezzo. Ecco chi è Liw Volpini, nuova ambassador dello stile della leggerezza, che si esprime pienamente nella leggerezza della sua intelligente arte della sottrazione.
LA TRASFORMAZIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
16 Febbraio 2016
Per Élise Lefort la vita è trasformazione, un continuo cambiare pur rimanendo sempre la stessa. Ma qual è il segreto per accogliere le sfide e creare sempre nuovi punti di vista?
LA SUGGESTIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
15 Dicembre 2015
Ragione e creatività. Studio e sperimentazione. Una borsa per Benedetta Bruzziches non è un semplice oggetto, ma è prima di tutto una suggestione, un'interpretazione di un'emozione, una storia.
L'INTELLIGENZA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
17 Novembre 2015
Eracle Dartizio ci racconta come ha abbandonato una strada certa per intraprendere un mestiere che gli consentisse di riappropriarsi della libertà di esprimersi.
L'IMPERFEZIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
20 Ottobre 2015
Ricerca di un equilibrio assente e coinvolgimento dell'osservatore nel completamento dell'opera. Così nascono le opere di Matteo Negri
L'ENERGIA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
22 Settembre 2015
A lui piace stupirsi della vita. Ed è questa la sensazione che nasce quando si incontra Francesco Ballestrazzi, poliedrico e talentuoso hat designer.
L'IMMEDIATEZZA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
21 Luglio 2015
Virginia Simoni, food blogger, ci parla della sua passione per il cibo e la sperimentazione in cucina, di come ogni piatto sia in fondo un po' come un'opera d'arte.
L'ESSENZA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
19 Maggio 2015
Convinzione, autenticità, visionarietà creativa e grande coraggio: questo il mix di caratteristiche che contraddistinguono Stefania Lucchetta, nuova ambassador dello stile della leggerezza.
L'ESSENZIALITA' DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
21 Aprile 2015
Da bambina guardava con adorazione le pagine delle riviste sognando di diventare una stylist. Così Giulia Di Giannantonio costruisce un mondo fatto di abiti e accessori per raccontare l'essenza delle persone attraverso l'essenzialità dello stile.
L'UNICITA' DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
17 Marzo 2015
Critico e curatore d'arte, ma anche mentore di giovani talenti artistici, Ivan Quaroni promuove un'arte dalla semplice e immediata comprensione che non abbia bisogno del libretto di istruzioni per essere raccontata...
LA CREATIVITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
24 Febbraio 2015
Tedesche di nascita, ma inglesi d'adozione, Daniela & Annette Felder, stiliste eclettiche e nuove ambasciatrici dello stile della leggerezza, sperimentano la loro dirompente creatività non solo nella creazione di abiti...
LA SOTTRAZIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
10 Febbraio 2015
Scenografa, costumista teatrale ma da diversi anni anche interprete di testi poetici in cui le parole s'intrecciano alla musica. Ed è proprio in questo spazio di espressione, che Erika Carretta esprime tutto il suo stile della leggerezza
LA CONTAMINAZIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
27 Gennaio 2015
Scenografo, progettista, trasformista, contaminatore… Il nuovo ambassador, Aurelio Colombo, ci racconta come interviene negli spazi e ne esalta il potenziale inespresso.
LA VISIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
09 Dicembre 2014
Ha ventinove anni, forte e decisa. A tratti algida e a volte passionale. È questa Anja Tufina, style blogger visionaria, che riesce a cogliere opportunità in qualsiasi situazione, seguendo il suo desiderio di sperimentare strade diverse.
L'IRONIA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
25 Novembre 2014
Il suo approccio, alla vita così come allo stile, potrebbe apparentemente sembrare una non filosofia, ma come ci spiega Lucia Del Pasqua, style-blogger, "dietro una non filosofia c'è sempre una precisa intenzionalità!"
LA SPERIMENTAZIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
11 Novembre 2014
Flessibilità, sperimentazione e creazione sembrano essere le parole chiave dell'esperienza artistica di Simone Mocenni Beck, nuovo ambassador dello stile della leggerezza.
LA CONDIVISIONE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
28 Ottobre 2014
Avere passione per l'arte non vuol dire per forza voler fare l'artista. Per Chiara Chiara significa raccontare le vite di quelli che l'arte la fanno, e nella sua intervista ci racconta la sua leggera visione di cosa debba essere oggi un'opera d'arte contemporanea.
LA LIBERTÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
14 Ottobre 2014
"La migliore parola è quella che non si dice". Recita così il detto siciliano che per Nazzareno Brischetto, jazzista per professione oltre che per passione, riassume il suo significato dello stile della leggerezza.
LA COERENZA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
30 Settembre 2014
Essere coerenti non vuol dire essere sempre uguale a se stessi, tutt'altro. Secondo Barbara Postir, nuova ambasciatrice della leggerezza, significa cambiare assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e compiere imprese che sembravano insormontabili.
IL TEMPO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
25 Luglio 2014
Un giorno Angelica Montalbano entra dal suo ottico di fiducia e scrive una frase che insieme a tante altre interpretazioni dello stile della leggerezza approda a Milano, e fa vincere a lei e suo padre il premio di una giornata di consulenza con il team di Diego Dalla Palma.
LA RESPONSABILITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
22 Luglio 2014
Uomo eclettico, amante della cultura, attento osservatore dei contesti in cui viviamo, per il quale la leggerezza responsabile diviene la vera arma di rinnovamento.
LA PERSEVERANZA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
08 Luglio 2014
A ventuno anni va contro ogni aspettativa e non segue le orme del famoso padre. Sostiene le sue capacità artistiche, diviene una Food Stylist quando ancora non esisteva il mestiere, cioè la cuoca delle pubblicità, e sposa chi quelle orme paterne le aveva già seguite...
L'INAFFERRABILITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
27 Giugno 2014
Lo scambio, l'osservazione e l'indagine di prospettive nuove sono alla base della professione, ma prima di tutto passione, la fotografia. Ciò che spinge il fotografo Ivan Sarfatti a scattare è un inesauribile e sano 'egoismo' di raccontare storie...
LO STUPORE DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
10 Giugno 2014
Romanticismo, essenzialità e coraggio si fondono nell'identità di Viviana Valla, nuova ambasciatrice della leggerezza. "Volevo fare la pittrice e l'ho fatto", ci dice mentre racconta di sé, e la sua iniziale timidezza lascia il posto alla sua grande tenacia…
IL GIOCO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
27 Maggio 2014
Fin da piccola amava travestire i suoi amici e ricreare dei finti set. Poi la sua passione infantile è divenuta una professione. Beatrice Marchi, giovane artista multimediale, ci racconta della sua indagine delle identità.
LA VITALITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
13 Maggio 2014
Per Gaia Gasparetto, community manager, vitalità è sinonimo di leggerezza. Sempre alla ricerca di innovazione, quando è a corto di idee lei prende la valigia e parte per cercare nuova ispirazione...
LA CREDIBILITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
28 Aprile 2014
"Mi sono proprio divertito a raccontare Futura!" Giuseppe Fontana, giovane illustratore partenopeo, ci spiega come, matita alla mano, ha plasmato un oggetto nel personaggio di una storia a fumetti...
LA SEMPLICITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
03 Aprile 2014
Un giorno riceve una telefonata da una sua amica e parte dalla Sicilia con il suo zaino per un colloquio da stylist a Milano. "Pensavo di tornare indietro in giornata" e invece l'hanno presa, ha dormito in Stazione Centrale ed è iniziata la sua carriera da style editor...
IL PESO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
31 Marzo 2014
Vanni Cuoghi inizia la carriera di artista tardi, nonostante da bambino riproducesse con maestria i Tarzan dei fumetti e le figure di Michelangelo. Ha sempre sentito la responsabilità del suo talento. Alcuni lo definiscono un Acquario freddo e calcolatore…
LA VERSATILITÀ DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
28 Marzo 2014
Achille Bonito Oliva ha definito i suoi lavori "Un'affermazione identitaria attraversata dal senso del gioco e dell'ironia", ed è così che ci accoglie Loredana Galante, canticchiando un'aria de le Nozze di Figaro…
IL CARISMA DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
27 Marzo 2014
Lo raggiungiamo sul set di registrazione del suo programma televisivo, Come si cambia Academy. Si sentono composti brusii, passi veloci, tutti si muovono in rispettosa quiete...
IL GUSTO DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
26 Marzo 2014
Urla, risate e ancora urla. Centro di Bologna, dietro Piazza Maggiore, incontriamo Bruno Barbieri mentre si mischia tra la folla, ride e scherza con i passanti che gli chiedono consigli: "mia moglie dice che il prezzemolo non va usato, ma io lo metterei ovunque...
L'AUTENTICITA' DELLO STILE DELLA LEGGEREZZA
25 Marzo 2014
Intervistare Benedetta Barzini è come essere su una giostra dell'anima: tenti di 'spogliare' un personaggio senza età, di scavare nella sua corazza, ma lei è imperturbabile e ad essere svestito sei proprio tu...
INIZIAMO DALL'INIZIO!
21 Marzo 2014
"La leggerezza per me è aver macinato il pesante..." così ci ha raccontato Benedetta Barzini, modella icona degli anni 60 e oggi autorevole docente e giornalista di moda
  • STILE LEGGEREZZA INNOVAZIONE MINIMALISMO IDENTITA' RICERCA FUTURO CREATIVITA' PERSONALIZZAZIONE ENERGIA INTENSITA' ARMONIA VISIONARIO VERSATILITA' LIBERTA' AVANGUARDIA ESPLORARE SPERIMENTARE SPERIMENTAZIONE IMMAGINAZIONE A-TEMPORALITA' A-TEMPORALE ESSENZIALE